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ECONOMIA - REGIONALE
data articolo10 gennaio 2012

Roma e Lazio terre fertili per 'pizzo' e usura

Roma e Lazio terre fertili per 'pizzo' e usura
Roma - Per Confesercenti ormai Roma è più pericolosa di Napoli. L'indagine effettuata dall'associazione dei commercianti delinea un quadro terrificante per il settore nella città eterna come anche nel resto della regione Lazio. Sono oltre 30 gli omicidi avvenuti per le strade della capitale nel 2011. Di questi, due sono il risultato di tentativi di rapina a danno dei commercianti. Rispetto al 2010 le rapine sono aumentate dell'11%. Le cose non vanno affatto meglio nel Lazio, dove pagano il pizzo il 10% dei commercianti, pari a circa 6.000 persone. Le zone più colpite sono il litorale sud e la zona dei Castelli, l'Agro pontino e la zona di Cassino. La criminalità a Roma esiste ed è evidente. Confesercenti la chiama 'la capitale dell'usura', per sottolineare come sia un fenomeno radicato e antico. Stimarne il mercato è difficile, perché si tratta di un'attività fortemente sommersa. I dati del rapporto annuale di sos impresa parlano di circa 28 mila commercianti laziali coinvolti in accordi con usurai, pari al 32%.
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