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AMBIENTE - VITERBO
data articolo16 gennaio 2017

Bagnaia, compilavano ricette false per ottenere rimborsi

Bagnaia, compilavano ricette false per ottenere rimborsi

Inizia il processo a carico della titolare della farmacia Blasi e dei dipendenti che staccavano illegalmente le fustelle.Danni "qualitativi e quantitativi" al servizio sanitario per un valore di circa 70mila euro

Bagnaia, compilavano ricette false per ottenere rimborsi
VITERBO - Inizia il processo a carico di Luigia Blasi, titolare della farmacia di Bagnaia, e i suoi dipendenti Paolo Chiricozzi, Ersilia Cardani, Linda Ursino e Ezio Falci; l'Ordine dei Farmacisti di Viterbo e la Asl saranno parti civili nel processo.Secondo la Procura avrebbero compilato ricette false al fine di ricevere i rimborsi dalla regione e staccato le fustelle -l'adesivo con il codice a barre che identifica i singoli prodotti - dai medicinali.Già rinviati a giudizio a giugno 2015, nella giornata di ieri il giudice monocratico, Silvia Mattei, ha sciolto la riserva della scorsa udienza e dato inizio al processo a carico degli imputati: andranno alla sbarra con l'accusa di truffa e falsità ideologica.Tra qualche mese verranno ascoltati anche una ventina di testimoni del pubblico ministero.La truffa venne scoperta nel 2012 dai Carabinieri del Nas: un blitz nella farmacia portò alla luce un elevato numero di confezioni di farmaci senza fustelle, che in realtà andrebbero tolte solo al momento dell'acquisto da parte del paziente.Un importante danno al servizio sanitario regionale -''qualitativo e quantitativo''- che sborsava inutilmente i rimborsi; i farmaci potevano essere rivenduti dalla farmacia.Si stimano 70mila euro di farmaci senza fustelle.
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